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La colonna vertebrale è una struttura formata da anelli (vertebre) e  tenuta insieme da legamenti e muscoli, il quale gli conferiscano mobilità e stabilità.

Tra vertebra e vertebra vi sono collocati i dischi inter vertebrali, degli “ammortizzatori” che assorbono le forze di compressione esercitate dalla gravità e, nello stesso tempo, uniscono le vertebre tra di loro ,dando così alla colonna vertebrale la possibilità di muoversi. La colonna vertebrale è composta da 4 curve:

Lordosi cervicale

Cifosi dorsale

Lordosi lombare

Cifosi sacrale

 

La colonna vertebrale può perdere le proprie curve andando così incontro a rettilineizzazione o aumentare la propria curvatura andando così in:

Ipercifosi o Iperlordosi

 

In entrambi i casi la colonna vertebrale non ha più le stesse caratteristiche di prima e la sua resistenza è ridotta.

“La colonna vertebrale si comporta come un unica struttura, una rigidità o una zona alterata, condiziona tutta la colonna vertebrale; non si può lavorare localmente, forzando la zona a riprendere la sua struttura normale, tralasciando le altre zone”.La colonna vertebrale è come una frusta, la quale trasmette il movimento lungo tutta la sua lunghezza: Ogni vertebra ha i suoi gradi di movimento, le vertebre che ruotano di più sono quelle cervicali, seguite da quelle dorsali e poi lombari.

 

La colonna vertebrale e i suoi movimenti

La colonna vertebrale si muove nello spazio in tutte le direzioni arrivando a determinati angoli di movimento.

Nel suo insieme il tratto cervico-dorso-lombare esegue:

  • Inclinazione destra o flessione laterale destra
  • Inclinazione sinistra o flessione laterale sinistra
  • Flessione
  • Estensione
  • Rotazione destra e sinistra
  • Shift, scivolamento, destro e sinistro, anteriore  posteriore
  •               

( kapandji, Fisiologia articolare)

Le leve e le forze di taglio

La prima cosa che bisogna tener presente, è la forza di gravità.

Si, la forza di gravità è presente sul nostro corpo sempre, soltanto in acqua, in caduta libera e nello spazio la forza di gravità cambia, altrimenti noi abbiamo un peso costante sul nostro apparato muscolo-scheletrico.

Fatte questa premesse e dopo aver veramente accennato/sfiorato alla fisiologia della colonna vertebrale, in modo molto semplice diciamo che:

il corpo ha una struttura rigida le ossa (statica), una struttura mobile i muscoli ( dinamica) tenuta insieme dal tessuto connettivo, il tessuto più presente nel nostro corpo.

Il corpo è nato per muoversi in tutte le sue direzioni e non soltanto per ripetere i soliti movimenti.

Le curve nella loro fisiologia normale, quando non hanno alterazioni, sono in grado di sopportare più peso e quindi sono più resistenti alla gravità e agli sforzi.

Tra vertebra e vertebra vi sono i dischi inter vertebrali, i quali svolgono funzione di ammortizzamento, movimento e  collegamento

Quando la colonna vertebrale perde la sua curva fisiologica o altera la sua forma ( iperlordosi, ipercifosi, scoliosi) le conseguenze sono una maggiore pressione sui dischi inter vertebrali, che se protratti nel tempo portano alla rottura delle fibre degli anelli fibrosi e conseguente:

protrusione( bulging), ernia, spodilolisi e spondilolistesi

Quindi mantenere la mobilità significa:

essere meno rigidi, riducendo  le tensioni quindi le pressioni intra-discali( all’interno del disco vertebrale),diminuire le problematiche artrosiche, perché le ossa che si toccano sono soggette già a fisiologica usura, di conseguenza l’unico modo per rallentare tale processo di degenerazione delle cartilagini è avere un buon tono muscolare capace di contrarsi, esprimere forza e salvaguardare le ossa.

Gli addominali svolgono un azione decisiva andando a formare il corsetto addominale o power house, base dell’allenamento funzionale, del pilates, della fisioterapia e altro ancora.

Il corsetto addominale o Power House


In poche parole ecco che cosa è il Power house, e la nostra fascia naturale che ci permette di stare in piedi in una postura corretta, di sollevare pesi, di fare movimenti.

Gli addominali non sono solo quelli davanti, la famosa tartaruga, ma cingono tutta la schiena fino alla colonna vertebrale, tra questi il trasverso dell’addome è quello di maggiore importanza.

La tipica buzza o trippetta, non è altro che una scarsa tonicità dei muscoli addominali i quali , essendo poco tonici, fanno si che il bacino ruoti in avanti aumenti la lordosi lombare e la pancia esca fuori, oppure la conseguenza di una poca tonicità generale, un eccessivo peso, con accumulo di grasso, deformazione, ingrandimento degli organi interni, stomaco e fegato, con conseguente pressione anteriore e la comparsa della trippa del camionista ( senza offesa per i camionisti); in tutto ciò influisce anche  la psiche che influisce sulla postura, postura astenica, cioè un atteggiamento che denota stanchezza, spalle chiuse, schiena curva, afflosciato.

Depressione, ansia, problemi personali non risolti, influiscono sulla postura.

L’alimentazione e i vizzi influenzando l’intestino e l’apparato digestivo, vanno a condizionare la psiche tramite la produzione di ormoni, tossine.

Gli addominali si allenano in molti modi, ma tra tutti i muscoli sono quelli che ne risentano di più di un mancato allenamento/movimento specifico.

Pratica dei movimenti
Ricordare i movimenti fondamentali

“ Il corpo indossa un abito motorio abitudinale, abitudinario ( occupazionale, ricreativo, sportivo) obbligato al raggiungimento di un target motorio cerca di risparmiare.

Si adatta ad un livello minimo di sopravvivenza, disattivando, in qualche caso, i meccanismi protettivi e predettivi.

Deforma così la struttura elementare del movimento e stabilizza disfunzioni e squilibri”.

In altre parole l’abitudine motoria, fare sempre i soliti gesti, movimenti, porta, con il tempo il corpo ad impigrirsi, ad adottare strategie per non durare fatica e poi a problematiche degenerative.

Il corpo è stato fatto per eseguire 8 MOVIMENTI fondamentali che sono

  1. rotolarsi
  2. girarsi
  3. accovacciarsi
  4. allungarsi in un piegamento
  5. piegarsi
  6. spingere
  7. tirare
  8. muoversi ( gattonare, camminare, correre)

Vi viene in mente nulla?

Noi con il tempo perdiamo le capacità di base, quelle che abbiamo acquisito per stare in piedi con tanta fatica.

Queste capacità dovrebbero essere non solo mantenute, ma migliorate, perché esse sono:

  1. FUNDAMENTAL MOVEMENT movimenti fondamentali
  2. FUNDAMENTAL ACTIVITIES che ci permettano di eseguire le attività fondamentali
  3. REAL LIFE MOVEMENT perché le attività fondamentali sono
  4. lavita reale REAL LIFE.

Tutti il corpo (muscoli, organi) sono collegati con il sistema nervoso( SNC sistema nervoso centrale e SNP sistema nervoso periferico) tramite i nervi e il  midollo spinale.

Non tutti i segnali arrivano a livello conscio, ma alcuni vengono trascurati perché non sono ritenuti importanti, lasciando così il compito di gestire tali segnali al sistema nervoso autonomo.

Il sistema nervoso autonomo (SNA),
conosciuto anche come sistema nervoso vegetativo o viscerale, 
è quell'insieme di cellule e fibre che innervano gli organi interni e le ghiandole,
controllando le cosiddette funzioni vegetative, ossia quelle funzioni che generalmente 
sono al di fuori del controllo volontario, per questo viene anche definito 
"sistema autonomo involontario". 

Il SNA è parte del sistema nervoso periferico.

Questo per dire una semplice cosa:

se non si pone l’attenzione sulla zona che si muove, non si affina la percezione di essa, così facendo, la percepiamo sempre meno, e di conseguenza la muoviamo anche meno.

Esercizi per la colona vertebrale

Gli esercizi che non dovrebbero mai mancare in una routine di lavoro sono quelli che la colonna vertebrale può fare, ma con l’idea e il rispetto di lavorare nel proprio range

(raggio d’azione di movimento consentito dal proprio corpo).

Dove vi fossero dei limiti di movimento dettati da retrazioni muscolari o aderenze che si formano tra piani fasciali è bene sottoporsi a terapia manuale che tramite i massaggi sblocca la zona e ridà movimento, da li in poi l’articolazione o il distretto del corpo, riprende a funzionare meglio concedendo alla persona la possibilità di allungarsi, muoversi di più, allenarsi meglio.

Quindi si parla di progressione nell’allenamento, fatta di step:

1°STEP Recupero della mobilità/flessibilità, recuperare la flessione, inclinazione, estensione, flessione laterale, rotazione, scivolamento laterale, retropulsione e antipulsione.

2°STEP Rinforzo muscolare, solo dopo essersi sciolti ed essere meno rigidi, si iniziano a fare movimenti più complessi, allenando i muscoli e il loro tono muscolare.

3°STEP Allenamento completo e individualizzato, qui si sceglie l’attività più desiderata o meglio sarebbe idonea a noi e alle nostre caratteristiche/necessità.

4°STEP Allenamento del gesto specifico, finalizzato al miglioramento delle prestazioni soprattutto sportive, che spesso porta poi ad un eccesso ad un overuse ( uso eccessivo).

Titolo: Fisiologia articolare Autore: Kapandji Editore: Monduzzi Editore 1996 – 3 volumi Titolo: Allenare il movimento. Dall’allenamento funzionale all’allenamento del movimento. Autore: Alberto Andorlini Editore: Calzetti Mariucci